«Sbagliato portare immondizie in giro»
Padre Alex Zanotelli in trincea: «Un dramma da risolvere qui, a Napoli»
Ad agosto compirà 70 anni. Ma padre Alex Zanotelli non ha perso il gusto della battaglia. Dopo un blitz in Trentino, in cui ha tenuto tre incontri con la popolazione a Verla di Giovo, Mollaro e Rovereto, il missionario noneso è rientrato a Napoli giusto in tempo per partecipare alla fiaccolata di protesta tenuta nel centro storico contro la riapertura della discarica di Contrada Pisani. Si è messo in testa a un corteo di migliaia di persone assieme al parlamentare Francesco Caruso e all'ex leader di Autonomia operaia Oreste Scalzone: «Ci sono parecchi siti buoni - ha detto - lontani dalle case della gente, presentati da Guido Bertolaso due anni fa insieme a tecnici e geologi dell'Università Federico II che non sono stati proprio presi in considerazione. Siamo allibiti». Ieri l'abbiamo raggiunto al telefono.
Padre Alex, qual è la situazione attuale a Napoli?
«Dio mio, è difficile spiegare la situazione oggi a Napoli. Non so come definirla. È a dir poco drammatica ma non, come pensa la gente, perché le strade sono piene di rifiuti. Quella, come spesso accade, può essere un'emergenza anche creata apposta per qualche ragione. Non giudico se sia questo il caso, ma per me il problema fondamentale è un altro».
Quale?
«Che la politica dei rifiuti attuati dalla Regione ha portato la Campania allo stello livello di tumori del Nord Est. Ma il Nord Est ha fabbriche e lavoro che la Campania non ha. Tutto questo a causa dei rifiuti, tossici e ordinari, sepolti dalla camorra. La malavita ha sotterrato rifiuti tossici nel triangolo della morte Nola-Acerra-Marigliano, a nord di Napoli nella zona di Giugliano, Quagliano, Castel Volturno e Marcianise e infine nelle campagne del Casertano dove sono finiti buona parte dei rifiuti tossici provenienti dal porto di Marghera. Se la camorra ha riversato rifiuti tossici in Campania, deve esserci pur stato un accordo con il mondo industriale del Nord. E su queste cose, per favore, quelli del Nord non vengano a prenderci in giro».
Tutta colpa della camorra?
«No, perché le istituzioni si sono comportate come la camorra. In quattordici anni di commissari straordinari sono stati spesi più di 1,5 miliardi di euro per produrre 6-7 milioni di ecoballe che di eco non hanno nulla: sono soltanto balle. Tre milioni di questi rifiuti incerottati nella plastica li trovi fuori Giugliano. Sono una discarica a cielo aperto con tanto di percolato».
Perché si è arrivati a questa situazione?
«Perché in questa regione non si è mai voluto promuovere la raccolta differenziata. L'avevamo detto anche a Bertolaso a chiare lettere. Manca la volontà politica. Chiaramente la camorra ha il suo interesse che le cose continuino così ma è la politica che non fa più politica e invece fa affari. E al comitato d'affari va bene che si vada avanti con inceneritori e discariche. Mantenere questo tipo di ciclo di rifiuti avvantaggia sia la camorra sia gli industriali, i potentati economico-finanziari. Il risultato è che un diritto fondamentale come quello alla salute è oggi il diritto più violato in questa regione con una situazione davvero incredibile di tumori e neoplasie dovuti a queste nanoparticelle, alla diossina e ai metalli pesanti rilasciati dai rifiuti».
Sempre contrario agli inceneritori?
«Assolutamente sì. Ad Acerra ne vogliono costruire uno da 850 mila tonnellate. Sarebbe un peccato mortale. Ci guadagnerebbero soltanto gli imprenditori che per ogni tonnellata di rifiuto bruciato incassano 55 euro».
Ieri ha incontrato il sindaco Rosa Russo Iervolino come previsto?
«No. So che mi vuole incontrare. Non l'ho mai vista. C'è stato il gelo in questi tre anni. Se mi vuole incontrare, sa dove trovarmi. Io le parlo volentieri perché è importante parlare con tutti per aiutarli a capire dove sta il problema e ad adottare finalmente delle decisioni».
E con Antonio Bassolino?
«Men che meno. Con lui è il gelo totale. Penso che non mi può proprio vedere».
Napoli sta vivendo una situazione simile a quella della sua missione in Africa.
«Sì, ci sono molte somiglianze. Io vivevo a Korogocho, davanti alla discarica di Nairobi. Qui mi trovo in un'altra discarica. Le lotte sono le stesse. Io sono convinto che la speranza debba arrivare non più dall'alto ma dal basso. Da lì può partire il riscatto del popolo, della gente. Infatti stiamo lavorando con i comitati civici. Sono due-tre anni che diffondiamo queste informazioni. Ma non c'è verso. La stampa, fra l'altro, sta molto attenta a farle girare queste cose. Eppure si sanno. Importante ora è aiutare la gente a capire, a scendere in piazza per difendere il diritto alla propria salute. Perché, alla fine, di questo si tratta».
L'ipotesi di accogliere una parte di rifiuti di Napoli sta sollevando la popolazione in Trentino.
«E io dico che non è questa la soluzione. Qualcuno ci dice: "voi vi opponete a tutto". Sì, è vero. Noi ci opponiamo a tutto per far scoppiare il bubbone. Il problema si deve risolvere in Campania e lo si poteva fare già 2-3 anni fa quando è arrivato Bertolaso e si poteva avviare la raccolta differenziata. Ora avremmo eliminato l'80% dei rifiuti. In questo modo non facciamo altro che spostare la soluzione dei problemi in giro per l'Italia. Basta con questa roba. Educhiamo invece la gente a vivere più sobriamente, più semplicemente. Noi ora viviamo al di sopra delle nostre possibilità. L'11% della popolazione mondiale si pappa l'88% delle risorse. Se tutti vivessero come noi, avremmo bisogno di quattro pianeti terra per le risorse e di altri quattro per le discariche. Napoli è solo la punta dell'iceberg per ricordare a tutti che così non si può andare avanti».
Intanto il Governo ha mandato un nuovo commissario straordinario.
«Prodi ci ha dato una mazzata inviando qui De Gennaro, che a Genova è stato un macellaio. Io sinceramente mi vergogno. Non è questa la maniera di risolvere i problemi».
Guido Pasqualini
l’Adige, 11 gennaio 2oo8
martedì 15 gennaio 2008
venerdì 11 gennaio 2008
Rapporto SANDIA sulla sicurezza dei rigassificatori galleggianti (simili a quello di Livorno
RIGASSIFICATORE LNG CRIMINE CONTRO L'UMANITA'!
Così potrebbe essere definito, alla luce dell'ultimo rapporto del SANDIA del 2006 (ente governativo americano che studia la sicurezza di impianti del genere), chiunque PROPONGA, AUTORIZZI, FACILITI, la messa in opera di un rigassificatore galleggiante di fronte alle coste livornesi!
Leggete cosa viene detto in merito alla "sicurezza" di tali impianti e fatevi un'idea della nostrta classe politica che li vuole a tutti i costi, in mare aperto e galleggianti (dalle conseguenze disastrose in quanto MAI prima di ora sperimentati né realizzati), nei centri urbani (a contatto con altri impianti ad alto rischio) con conseguenze ed effetti domino imprevedibili!
Di seguito un primo commento a caldo ed il documento originale.
Un monito per tutti coloro che devono decidere in merito, un'informazione che non deve mancare a tutti quei cittadini che vogliono decidere del loro destino.
RAPPORTO SANDIA 2006 SUGLI SVERSAMENTI IN ACQUA DI GAS NATURALE LIQUEFATTO
Il rapporto, intitolato “Review of the Independent Risk assessment of the Proposed Cabrillo Liquefied Natural Gas Deepwater Port Project” (esame della valutazione del rischio relativo al progetto proposto dalla società “Cabrillo Liquefied Natural Gas Deepwater Port”), è stato commissionato dal dipartimento dell’Energia del governo degli Stati Uniti, con contratto DE-AC04-94AL85000.
Nel 2004 la Sandia aveva elaborato il rapporto: “Guidance on Risk Alalysis and Safety Implications of a Large Liquefied Natural Gas (LNG) Spill over Water” (Guida all’analisi del rischio e implicazioni sulla sicurezza riguardo un grande sversamento di gas naturale liquefatto sull’acqua).
Il rapporto “Cabrillo Port LNG Deepwater Port Independent Risk Assessment – Revision 1” (Cabrillo Port IRA) aveva invece provveduto alla valutazione del rischio derivato da un ipotetico rigassificatore galleggiante offshore FSRU (Floating Storage and regasification Unit), assai simile a quello di Livorno, collocato a 22 km a largo di Oxnard, California, e dotato di tre cisterne di tecnologia Moss dalla capacità complessiva di 270.000 metri cubi.
Nel marzo 2005 la Guardia Costiera degli Stati uniti ha richiesto a Laboratori Nazionali Sandia un nuovo rapporto tecnico e una valutazione della correttezza e della completezza dei modelli, delle ipotesi e della valutazione del rischio presentati nel Cabrillo Port IRA. La finalità della valutazione tecnica, da parte della Sandia, del “Cabrillo Port IRA” era quella di aiutare la Guardia costiera nello stimare e valutate correttamente i pericoli derivanti da un possibile sversamento di gas naturale liquefatto (GNL) durante il trasferimento, lo stoccaccio e le operazioni di rigassificazione.
I risultati di questa analisi del rapporto Sandia 2006, come è scritto nella premessa del rapporto, aumentano la comprensione sui possibili pericoli e conseguenze per le persone.
Pur non essendo possibile riassumere in poche righe quanto riferito dal rapporto, notiamo quanto segue.
Il rapporto Sandia 2006 osserva a pag. 8 che l’FSRU è ancora nella fase preliminare di progetto. Non è quindi possibile una valutazione dei metodi e delle misure per la sicurezza. (“The FRSU is still in the preliminary design phase. A final evaluation of the proposed process safety and security measures therefore in not possible”.
Secondo il rapporto Sandia (pag. 24), con riferimento al FRSU, con una perdita di 200 mila metri cubi da due serbatoi di GNL, con un vento di due metri al secondo (caso peggiore considerato), la nube infiammabile di vapore si può estendere fino a 11 km, a partire dall’unità di stoccaggio e rigassificazione.
Osserviamo che lo scenario prospettato dal rapporto Sandia del 2006 è peggiore di quello del precedente rapporto Sandia 2004, che prefigurava una nube di estensione di circa 2 miglia. Queste discordanze tra i due rapporti si possono spiegare per il fatto che c’è attualmente una mancanza di dati sperimentali utilizzabili in modelli di simulazione. Lo stesso Sandia 2004 afferma che “le dinamiche e la dispersione di un grande sversamento, e i conseguenti rischi, non sono completamente compresi”.
Il rapporto Sandia 2006 nelle conclusioni (pagina 32) afferma che può risultare molto complicato e difficile valutare i pericoli derivanti da un grande sversamento sull’acqua di GNL (“Both the threat and hazard analyses can be very difficult an complicated”). Conclude che le stime fatte sono ragionevoli e accettabili alla luce delle attuali conoscenze riguardo i grandi sversamenti in acqua di GNL (“the hazards identification and distances estimated in the final results are reasonable and acceptable relative to the current understanding of large LNG spills over water”).
Così potrebbe essere definito, alla luce dell'ultimo rapporto del SANDIA del 2006 (ente governativo americano che studia la sicurezza di impianti del genere), chiunque PROPONGA, AUTORIZZI, FACILITI, la messa in opera di un rigassificatore galleggiante di fronte alle coste livornesi!
Leggete cosa viene detto in merito alla "sicurezza" di tali impianti e fatevi un'idea della nostrta classe politica che li vuole a tutti i costi, in mare aperto e galleggianti (dalle conseguenze disastrose in quanto MAI prima di ora sperimentati né realizzati), nei centri urbani (a contatto con altri impianti ad alto rischio) con conseguenze ed effetti domino imprevedibili!
Di seguito un primo commento a caldo ed il documento originale.
Un monito per tutti coloro che devono decidere in merito, un'informazione che non deve mancare a tutti quei cittadini che vogliono decidere del loro destino.
RAPPORTO SANDIA 2006 SUGLI SVERSAMENTI IN ACQUA DI GAS NATURALE LIQUEFATTO
Il rapporto, intitolato “Review of the Independent Risk assessment of the Proposed Cabrillo Liquefied Natural Gas Deepwater Port Project” (esame della valutazione del rischio relativo al progetto proposto dalla società “Cabrillo Liquefied Natural Gas Deepwater Port”), è stato commissionato dal dipartimento dell’Energia del governo degli Stati Uniti, con contratto DE-AC04-94AL85000.
Nel 2004 la Sandia aveva elaborato il rapporto: “Guidance on Risk Alalysis and Safety Implications of a Large Liquefied Natural Gas (LNG) Spill over Water” (Guida all’analisi del rischio e implicazioni sulla sicurezza riguardo un grande sversamento di gas naturale liquefatto sull’acqua).
Il rapporto “Cabrillo Port LNG Deepwater Port Independent Risk Assessment – Revision 1” (Cabrillo Port IRA) aveva invece provveduto alla valutazione del rischio derivato da un ipotetico rigassificatore galleggiante offshore FSRU (Floating Storage and regasification Unit), assai simile a quello di Livorno, collocato a 22 km a largo di Oxnard, California, e dotato di tre cisterne di tecnologia Moss dalla capacità complessiva di 270.000 metri cubi.
Nel marzo 2005 la Guardia Costiera degli Stati uniti ha richiesto a Laboratori Nazionali Sandia un nuovo rapporto tecnico e una valutazione della correttezza e della completezza dei modelli, delle ipotesi e della valutazione del rischio presentati nel Cabrillo Port IRA. La finalità della valutazione tecnica, da parte della Sandia, del “Cabrillo Port IRA” era quella di aiutare la Guardia costiera nello stimare e valutate correttamente i pericoli derivanti da un possibile sversamento di gas naturale liquefatto (GNL) durante il trasferimento, lo stoccaccio e le operazioni di rigassificazione.
I risultati di questa analisi del rapporto Sandia 2006, come è scritto nella premessa del rapporto, aumentano la comprensione sui possibili pericoli e conseguenze per le persone.
Pur non essendo possibile riassumere in poche righe quanto riferito dal rapporto, notiamo quanto segue.
Il rapporto Sandia 2006 osserva a pag. 8 che l’FSRU è ancora nella fase preliminare di progetto. Non è quindi possibile una valutazione dei metodi e delle misure per la sicurezza. (“The FRSU is still in the preliminary design phase. A final evaluation of the proposed process safety and security measures therefore in not possible”.
Secondo il rapporto Sandia (pag. 24), con riferimento al FRSU, con una perdita di 200 mila metri cubi da due serbatoi di GNL, con un vento di due metri al secondo (caso peggiore considerato), la nube infiammabile di vapore si può estendere fino a 11 km, a partire dall’unità di stoccaggio e rigassificazione.
Osserviamo che lo scenario prospettato dal rapporto Sandia del 2006 è peggiore di quello del precedente rapporto Sandia 2004, che prefigurava una nube di estensione di circa 2 miglia. Queste discordanze tra i due rapporti si possono spiegare per il fatto che c’è attualmente una mancanza di dati sperimentali utilizzabili in modelli di simulazione. Lo stesso Sandia 2004 afferma che “le dinamiche e la dispersione di un grande sversamento, e i conseguenti rischi, non sono completamente compresi”.
Il rapporto Sandia 2006 nelle conclusioni (pagina 32) afferma che può risultare molto complicato e difficile valutare i pericoli derivanti da un grande sversamento sull’acqua di GNL (“Both the threat and hazard analyses can be very difficult an complicated”). Conclude che le stime fatte sono ragionevoli e accettabili alla luce delle attuali conoscenze riguardo i grandi sversamenti in acqua di GNL (“the hazards identification and distances estimated in the final results are reasonable and acceptable relative to the current understanding of large LNG spills over water”).
lunedì 7 gennaio 2008
IL PIL
Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell'ammassare senza fine beni terreni.Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell'indice Dow-Jones, né i successi del paese sulla base del prodotto nazionale lordo. Il prodotto nazionale lordo comprende anche l'inquinamento dell'aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana.Il prodotto nazionale lordo mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende la distruzione delle sequoie e la morte della fauna nel Lago Superiore. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, e comprende anche la ricerca per migliorare la disseminazione della peste bubbonica.Il prodotto nazionale lordo si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte nelle nostre città, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari.E se il prodotto nazionale lordo comprende tutto questo, non calcola però molte altre cose. Non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. E' indifferente alla decenza del luogo di lavoro o alla sicurezza nelle nostre strade. Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l'intelligenza del nostro dibattere o l'onestà dei nostri pubblici dipendenti.Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né dell'equità nei rapporti fra di noi. Il prodotto nazionale lordo non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese.Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta. Può dirci tutto sull'America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere americani." (Robert Francis Kennedy)
mercoledì 28 novembre 2007
Ancora su Clementina Forleo
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2007/11/forleo-azionedisciplinare.shtml?uuid=2dd022f0-9d82-11dc-a8f5-00000e251029&type=Libero
Caso Unipol, azione disciplinare contro la Forleo
Conterrebbe abnormità l'ordinanza con la quale il gip di Milano Clementina Forleo chiese alla Camera di utilizzare le telefonate tra sei parlamentari e alcuni indagati nell'inchiesta sulle scalate bancarie. Per questa ragione, ma non solo, il procuratore generale della Cassazione Mario Delli Priscoli ha avviato l'azione disciplinare nei confronti del magistrato milanese. Nessuno stupore da parte della diretta interessata: «È la cronaca di un evento annunciato», ha commentato, ricordando che l'ex magistrato Ferdinando Imposimato in un incontro a settembre le aveva parlato di «pressioni» che sarebbero state esercitate su Delli Priscoli perché esercitasse l'azione disciplinare nei suoi confronti.
Era il 20 luglio scorso quando Forleo si rivolse alla Camera per chiedere di poter usare le telefonate tra l'attuale ministro degli esteri Massimo D'Alema, il senatore Nicola La Torre, l'allora segretario Ds Piero Fassino, i forzisti Romano Comincioli, Salvatore Cicu e Luigi Grillo e alcuni indagati. E le abnormità contestate ora dal Pg consisterebbero proprio nei giudizi espressi dal gip su alcuni di loro; apprezzamenti ritenuti gratuitamente diffamatori, visto che non erano indagati.
In quelle pagine, parlando del tentativo di scalata alla Banca nazionale del lavoro da parte dell'allora presidente di Unipol Giovanni Consorte, Forleo aveva tra l'altro definito «consapevoli complici di un disegno criminoso» l'attuale D'Alema e La Torre, ipotizzando per loro il possibile concorso nel reato di aggiotaggio. E li aveva descritti, insieme al leader dei Ds Fassino, come «pronti e disponibili a fornire i loro apporti istituzionali, in totale spregio dello Stato di diritto». Parole che avevano provocato una durissima reazione, soprattutto da parte di D'Alema che aveva parlato di «asserzioni assolutamente stupefacenti e illegittime» e aveva denunciato «l'anomalia» dell'ordinanza.
A Forleo Delli Priscoli contesta anche altre due vicende: una riguarda le offese che il magistrato avrebbe rivolto al tenente dei carabinieri di Brindisi Pasquale Ferrari - secondo quanto questi ha denunciato in un esposto - per presunti ritardi nell'inchiesta relativa alle telefonate mute che i genitori del magistrato ricevettero prima di morire in un incidente stradale.
L'altra, invece, riguarda un episodio del 2005 quando il gip intervenne a Milano mentre due poliziotti arrestarono un immigrato a suo dire con modi violenti. Per le frasi pronunciate allora nei loro confronti, i due poliziotti hanno querelato il magistrato.
Lei, la diretta interessata, non si stupisce dell'iniziativa del Pg, ricordando le parole di Imposimato: «Lo scorso 8 settembre mi aveva convocato in un ristorante di Roma e mi aveva preannunciato pressioni su Delli Priscoli. O Imposimato aveva ragione o è un mago».
Domani il gip sarà comunque a Brescia, dove ha già deposto, per rendere ulteriori dichiarazioni sulle presunte pressioni da settori istituzionali che avrebbe subito nello svolgimento della sua attività. Una vicenda di cui si è occupata anche la Prima Commissione del Csm (alla quale Delli Priscoli ha notificato la decisione dell' azione disciplinare) che da lunedì deciderà se aprire nei suoi confronti la procedura di trasferimento d'ufficio.
Caso Unipol, azione disciplinare contro la Forleo
Conterrebbe abnormità l'ordinanza con la quale il gip di Milano Clementina Forleo chiese alla Camera di utilizzare le telefonate tra sei parlamentari e alcuni indagati nell'inchiesta sulle scalate bancarie. Per questa ragione, ma non solo, il procuratore generale della Cassazione Mario Delli Priscoli ha avviato l'azione disciplinare nei confronti del magistrato milanese. Nessuno stupore da parte della diretta interessata: «È la cronaca di un evento annunciato», ha commentato, ricordando che l'ex magistrato Ferdinando Imposimato in un incontro a settembre le aveva parlato di «pressioni» che sarebbero state esercitate su Delli Priscoli perché esercitasse l'azione disciplinare nei suoi confronti.
Era il 20 luglio scorso quando Forleo si rivolse alla Camera per chiedere di poter usare le telefonate tra l'attuale ministro degli esteri Massimo D'Alema, il senatore Nicola La Torre, l'allora segretario Ds Piero Fassino, i forzisti Romano Comincioli, Salvatore Cicu e Luigi Grillo e alcuni indagati. E le abnormità contestate ora dal Pg consisterebbero proprio nei giudizi espressi dal gip su alcuni di loro; apprezzamenti ritenuti gratuitamente diffamatori, visto che non erano indagati.
In quelle pagine, parlando del tentativo di scalata alla Banca nazionale del lavoro da parte dell'allora presidente di Unipol Giovanni Consorte, Forleo aveva tra l'altro definito «consapevoli complici di un disegno criminoso» l'attuale D'Alema e La Torre, ipotizzando per loro il possibile concorso nel reato di aggiotaggio. E li aveva descritti, insieme al leader dei Ds Fassino, come «pronti e disponibili a fornire i loro apporti istituzionali, in totale spregio dello Stato di diritto». Parole che avevano provocato una durissima reazione, soprattutto da parte di D'Alema che aveva parlato di «asserzioni assolutamente stupefacenti e illegittime» e aveva denunciato «l'anomalia» dell'ordinanza.
A Forleo Delli Priscoli contesta anche altre due vicende: una riguarda le offese che il magistrato avrebbe rivolto al tenente dei carabinieri di Brindisi Pasquale Ferrari - secondo quanto questi ha denunciato in un esposto - per presunti ritardi nell'inchiesta relativa alle telefonate mute che i genitori del magistrato ricevettero prima di morire in un incidente stradale.
L'altra, invece, riguarda un episodio del 2005 quando il gip intervenne a Milano mentre due poliziotti arrestarono un immigrato a suo dire con modi violenti. Per le frasi pronunciate allora nei loro confronti, i due poliziotti hanno querelato il magistrato.
Lei, la diretta interessata, non si stupisce dell'iniziativa del Pg, ricordando le parole di Imposimato: «Lo scorso 8 settembre mi aveva convocato in un ristorante di Roma e mi aveva preannunciato pressioni su Delli Priscoli. O Imposimato aveva ragione o è un mago».
Domani il gip sarà comunque a Brescia, dove ha già deposto, per rendere ulteriori dichiarazioni sulle presunte pressioni da settori istituzionali che avrebbe subito nello svolgimento della sua attività. Una vicenda di cui si è occupata anche la Prima Commissione del Csm (alla quale Delli Priscoli ha notificato la decisione dell' azione disciplinare) che da lunedì deciderà se aprire nei suoi confronti la procedura di trasferimento d'ufficio.
giovedì 8 novembre 2007
Gli studenti italiani somari in matematica
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=219038
Leggo un articolo nel quale viene illustrato il fatto che gli studenti italiani per ben il 43,3% hnno un voto insufficiente in matematica. Si cerca di prendere dei provvedimenti da parte dei ministeri competenti. Gli studenti sono ignoranti e somari, in pratica devono studiare di più. Quello che mi viene in mente però è che la matematica non è come la storia, la geografia o l'italiano che più si studia e si memorizza più si apprende, in matematica è necessaria una buona dose di intuizione, un'intelligenza vivace e la capacità di risolvere i problemi.
Personalmente ho sempre avuto buoni voti in matematica ed è sempre stata la materia che studiavo di meno, seguivo però con attenzione le spiegazioni, dopodichè applicavo quello che avevo capito nei compiti che mi venivano assegnati.
La matematica, in linea di massima, non si studia, si capisce. Il dato quindi che emerge dal ministero indica, a mio parere, non una diminuita applicazione degli studenti, bensì una diminuita capacità intellettiva e di risoluzione dei problemi.
E questo è molto grave, significa che la società in cui viviamo con tutte le sue comodità, i suoi marchingegni elettronici non stimola l'intelligenza dei nostri ragazzi e in pratica mina anche la loro capacità di sopravvivenza.
Leggo un articolo nel quale viene illustrato il fatto che gli studenti italiani per ben il 43,3% hnno un voto insufficiente in matematica. Si cerca di prendere dei provvedimenti da parte dei ministeri competenti. Gli studenti sono ignoranti e somari, in pratica devono studiare di più. Quello che mi viene in mente però è che la matematica non è come la storia, la geografia o l'italiano che più si studia e si memorizza più si apprende, in matematica è necessaria una buona dose di intuizione, un'intelligenza vivace e la capacità di risolvere i problemi.
Personalmente ho sempre avuto buoni voti in matematica ed è sempre stata la materia che studiavo di meno, seguivo però con attenzione le spiegazioni, dopodichè applicavo quello che avevo capito nei compiti che mi venivano assegnati.
La matematica, in linea di massima, non si studia, si capisce. Il dato quindi che emerge dal ministero indica, a mio parere, non una diminuita applicazione degli studenti, bensì una diminuita capacità intellettiva e di risoluzione dei problemi.
E questo è molto grave, significa che la società in cui viviamo con tutte le sue comodità, i suoi marchingegni elettronici non stimola l'intelligenza dei nostri ragazzi e in pratica mina anche la loro capacità di sopravvivenza.
martedì 6 novembre 2007
Art. 36 della Costituzione Italiana
Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla sua famiglia un'esistenza libera e dignitosa
La durata massima della giornata è stabilita per legge.
Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi.
Come si concilia tutto questo con il contenuto di questa lettera?
Io, prostituta per poter pagare il mutuo
Pubblicato il Monday, 29 October @ 04:39:47 EDT di admin
Mi chiamo Federica D'Arienzo, ho 33 anni e per 4, fino al 30 settembre ho lavorato nella famosissima «Atesia», l’azienda di cui - nella puntata di Ballarò dello scorso 23 ottobre - l'onorevole Diliberto ha enfatizzato la stabilizzazione dei lavoratori.
Come mai però non viene mai detto che si tratta di una finta stabilizzazione?
Come mai io dopo 4 anni di lavoro 6 giorni su 7 con turno dalle ore 20.00-02.00, sono stata costretta ad andare via proprio quando mi proponevano questo bellissimo contratto a tempo indeterminato?
Come mai l'onorevole Diliberto e i sindacati non hanno detto quale è stato il prezzo che hanno dovuto pagare i lavoratori di «Atesia»? Sia coloro che sono stati assunti che quelli che sono stati costretti ad andarsene?
Il nostro turno di lavoro era di 6 ore ed è stato ridotto a 4, i giorni lavorativi erano 6 e sono stati ridotti a 5, da 36 ore settimanali a 20 ore settimanali, da un turno fisso a delle turnazioni massacranti che ci impediscono di poter fare un altro lavoro a meno che non sia nelle vicinanze di «Atesia», da uno stipendio di 1000-1200 euro a uno stipendio di 550 euro!
Vi rendete conto? 550 euro! Come si può chiedere a una persona che è già povera con 1000 euro di guadagnarne la metà? Come si può costringere una persona che per anni ha dato la propria professionalità a firmare un «verbale di conciliazione», ossia una «liberatoria», nella quale si rinunciava agli anni di lavoro precedentemente prestato in azienda, ai contributi mai versati da «Atesia», alle ferie non godute, alla maternità non goduta, alla malattia non goduta, rinunciare a ogni eventuale richiesta da parte del lavoratore nei confronti dell'azienda?
Io sono stata costretta a non accettare il contratto a tempo indeterminato perché non posso vivere con 550 euro al mese, ne spendo 250 per recarmi tutti i giorni da dove abito (Fiumicino) fino in «Atesia» (Cinecittà) perché sono 86 km al giorno! Pago un mutuo per una casa che ho comprato quando un lavoro serio ce lo avevo, di 725 euro al mese!
Fate due conti 725+250= 975 euro! Dove li trovo gli altri 425 per il mutuo se con le turnazioni che ci hanno dato non posso fare un altro lavoro? E non ci ho messo il costo delle bollette e della spesa per poter mangiare!
Sapete che lavoro sto facendo ora?
La prostituta per poter pagare il mutuo! Ma questo i sindacati e Diliberto lo sanno? Se non lo sanno fateglielo sapere.
Federica D'Arienzo
(http://www.ilgiornale.it/a.
La durata massima della giornata è stabilita per legge.
Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi.
Come si concilia tutto questo con il contenuto di questa lettera?
Io, prostituta per poter pagare il mutuo
Pubblicato il Monday, 29 October @ 04:39:47 EDT di admin
Mi chiamo Federica D'Arienzo, ho 33 anni e per 4, fino al 30 settembre ho lavorato nella famosissima «Atesia», l’azienda di cui - nella puntata di Ballarò dello scorso 23 ottobre - l'onorevole Diliberto ha enfatizzato la stabilizzazione dei lavoratori.
Come mai però non viene mai detto che si tratta di una finta stabilizzazione?
Come mai io dopo 4 anni di lavoro 6 giorni su 7 con turno dalle ore 20.00-02.00, sono stata costretta ad andare via proprio quando mi proponevano questo bellissimo contratto a tempo indeterminato?
Come mai l'onorevole Diliberto e i sindacati non hanno detto quale è stato il prezzo che hanno dovuto pagare i lavoratori di «Atesia»? Sia coloro che sono stati assunti che quelli che sono stati costretti ad andarsene?
Il nostro turno di lavoro era di 6 ore ed è stato ridotto a 4, i giorni lavorativi erano 6 e sono stati ridotti a 5, da 36 ore settimanali a 20 ore settimanali, da un turno fisso a delle turnazioni massacranti che ci impediscono di poter fare un altro lavoro a meno che non sia nelle vicinanze di «Atesia», da uno stipendio di 1000-1200 euro a uno stipendio di 550 euro!
Vi rendete conto? 550 euro! Come si può chiedere a una persona che è già povera con 1000 euro di guadagnarne la metà? Come si può costringere una persona che per anni ha dato la propria professionalità a firmare un «verbale di conciliazione», ossia una «liberatoria», nella quale si rinunciava agli anni di lavoro precedentemente prestato in azienda, ai contributi mai versati da «Atesia», alle ferie non godute, alla maternità non goduta, alla malattia non goduta, rinunciare a ogni eventuale richiesta da parte del lavoratore nei confronti dell'azienda?
Io sono stata costretta a non accettare il contratto a tempo indeterminato perché non posso vivere con 550 euro al mese, ne spendo 250 per recarmi tutti i giorni da dove abito (Fiumicino) fino in «Atesia» (Cinecittà) perché sono 86 km al giorno! Pago un mutuo per una casa che ho comprato quando un lavoro serio ce lo avevo, di 725 euro al mese!
Fate due conti 725+250= 975 euro! Dove li trovo gli altri 425 per il mutuo se con le turnazioni che ci hanno dato non posso fare un altro lavoro? E non ci ho messo il costo delle bollette e della spesa per poter mangiare!
Sapete che lavoro sto facendo ora?
La prostituta per poter pagare il mutuo! Ma questo i sindacati e Diliberto lo sanno? Se non lo sanno fateglielo sapere.
Federica D'Arienzo
(http://www.ilgiornale.it/a.
lunedì 29 ottobre 2007
Il nostro caro Draghi , i nostri cari politici e la nostra povera Italia tradita
Mario Draghi ha fatto la scoperta: i salari italiani sono i più bassi d'Europa.
Applausi.
«Occorre che il reddito torni a crescere in modo stabile: una ripresa della crescita del consumo è fondamentale per il benessere».
Altri applausi.
Bankitalia dispone di un titanico ufficio-studi.
Quanto costa?
Non ho voglia di fare la ricerca, ma diciamo parecchie decine di milioni di euro.
Pagati non dalle banche private proprietarie di Bankitalia, ma da noi contribuenti, come usa.
Certo è che tutti quei milioni sono spesi bene: l'ufficio-studi ha scoperto che i salari sono bassi.
Un po' in ritardo, magari.
Persino il sottoscritto aveva spiegato da diversi anni («Schiavi delle banche») che, con l'apertura globale alla Cina dove i salari sono di 70 euro mensili, si erano messi in comunicazione due vasi retributivi.
E per la legge dei vasi comunicanti, il livello dei Paesi a salari alti andava pareggiandosi con quelli cinesi, mentre s'intende quelli cinesi si alzano per raggiungere il pari livello.
Ci metteranno parecchi decenni, tuttavia: e non è bello stare nel vaso dove i salari scendono per decenni, perché là i prezzi non scendono altrettanto rapidamente.
Miseria, decadenza e degrado sociale sono la conseguenza attesa.
Il modesto sottoscritto non rivendica alcuna primogenitura: ha semplicemente copiato un articolo di William Pfaff - non un economista, ma un giornalista molto bravo e colto - che almeno un anno prima avvertiva come la globalizzazione avesse restituito tutta la sua forza spietata alla «legge ferrea dei salari» di Ricardo.
Bastava smanettare su internet, e magari comprare un libretto: meno di 15 euro.
Ecco quanto si potrebbe risparmiare a chiudere il titanico ufficio-studi.
Draghi ha scoperto che il primo problema dell'Italia, causa dei bassi salari, è la bassa produttività.
Applausi vivissimi.
Siamo un popolo di ignoranti: gente che per istruzione è da terzo mondo non può avere a lungo stipendi da primo mondo.
Per di più, l'Italia è dedita a produzioni di bassa tecnologia, che fanno anche in Cina e Romania.
Anche questo era stato detto prima che ci arrivasse il titanico ufficio-studi.
Il titanico Draghi (2 milioni di euro annui, forse più: è un segreto di Stato) non è stato chiaro sui rimedi.
Fino a pochi giorni fa, per pagare i lavoratori alla fame non c'erano soldi.
Di colpo, i soldi ci sono?
Li stamperà lui?
Impossibile: l'Italia non ha più una moneta, ha adottato una valuta straniera chiamata euro, come l'Argentina adottò il dollaro (ed è finita come si sa).
I salari sono dimezzati dai prelievi fiscali e previdenziali più esosi del pianeta: ridurli?
La Francia già detassa gli straordinari.
Ne diamo informazione al titanico ufficio-studi, magari fra qualche anno consiglierà la stessa misura, piccola e insignificante, ma in ogni caso una misura.
Draghi ha scoperto che i consumi sono fermi: applaudite, o popolo.
Come intende porvi rimedio?
Visco ci dissangua per pagare la casta.
Mastella vuole soldi per le sue clientele.
Il Comune di Milano ci tartassa con le multe, e tutti gli altri usano trucchi da grassatori come i semafori a giallo istantaneo per derubarci.
Per fotterci i soldi, ne pensano una ogni giorno.
Non ci resta molto per i consumi.
E poi, anche se il potere d'acquisto aumentasse, gli italiani comprano e vogliono solo merci estere, da importare e pagare, telefonini, Ipod, auto coreane o BMW.
Ci avrà pensato il Titanico Ufficio-Studi?
Draghi ha messo in relazione i redditi salariali «compressi» con i «profitti finanziari» altissimi in questi ultimi anni.
Applausi.
Lo dica alle banche e ai malfattori suoi padroni.
Le banche hanno fatto profitti demenziali strangolando e distruggendo piccole imprese e artigiani, a cui hanno rifilato derivati-truffa perfino senza autorizzazione Bankitalia (caso Italease) con un ricatto: altrimenti non davano i fidi.
Le banche hanno devastato la povera economia italiana, invece di aiutarla.
Profumo e Geronzi e gli altri boys dovrebbero essere in galera, come i mascalzoni della Enron.
La Gabanelli se n'è accorta, e non pare che sia una economista.
Magari se ne accorgerà un giorno il titanico ufficio-studi strapieno di economisti a 400 mila euro annui?
Soprattutto: intimerà alle banche di restituire il malloppo, onde pagare i salari giusti ai lavoratori?
No, naturalmente.
La predica di Draghi finirà come tutte le altre: in nulla di fatto.
I salari ridicoli sono, e ridicoli resteranno.
Non è per il bene dei lavoratori che Draghi ha parlato.
Gli si attribuiscono due scopi.
Uno è l'appoggio alla strategia della Confindustria, già rivelata dall'autonomo aumento concesso da Fiat ai suoi operai: 30 euro, applausi.
Tutti i media confindustriali stanno ripetendo: ecco, è così che si fa.
I sindacati si limitino ad una contrattazione nazionale «moderata», chiedendo poniamo 50 euro anziché 100: il resto lo daranno i capitalisti, azienda per azienda, se i loro profitti lo consentiranno.
Ciò che si chiamava «gabbie salariali», o «aumenti di produttività».
Bestie nere della Trimurti sindacale, che vuole da sempre paghe sovietiche, uguali per tutti.
Ora i poteri forti hanno deciso di ridimensionare il potere del sindacato più intrusivo, trufolone e ideologico dell'universo.
E non hanno torto.
A che servono i sindacati italiani?
Ad avere le paghe più basse d'Europa.
Perché non si può chiedere troppo quando c'è la sedicente «sinistra» al Governo da aiutare, perché bisogna difendere Alitalia, o essere buoni con Tronchetti Provera o Della Valle, che sono «di sinistra».
O quando al governo c'è la sedicente destra, bisogna affossarla con scioperi a catena distruttivi, portare i piazza un milione di pensionati CGIL con cestino da viaggio e treno pagato.
Questo fanno i sindacati.
Per quanto?
Duemila miliardi di vecchie lire annue, tante ne estraggono dalle buste-paga dei lavoratori meno pagati d'Europa.
Ecco un'altra bella fonte di risparmio.
Un'altra burocrazia inadempiente la cui inutilità salta all'occhio: tanto vale, per i lavoratori, farsi rappresentare direttamente da Confindustria.
L'altra strategia di Draghi gliela attribuisce Oscar Giannino: con il suo discorso sui salari (dunque «di sinistra») il governatore Goldman Sachs s'è candidato a guidare il governo di tecnici cui sta pensando Napolitano (ecco lì altri risparmi possibili).
Pur di non andare ad elezioni che farebbero vincere (ohimè) il Silvio, Napolitano pensa a «un bis del governo Ciampi» del '93-94.
E starebbe valutando attentamente a quale «tecnico» affidare il governo-golpe.
Uno dei più quotati è Giuliano Amato.
Il che dice tutto: come mai Amato può militare e far politica, e non perde mai l'etichetta di «tecnico»?
Tecnico de che?
Della squadra e del compasso?
Della nota lobby del Katz?
Insomma, Draghi si sarebbe posizionato «a sinistra» o al centro-sinistra per farsi notare da Napolitano: se ti serve un tecnico, eccomi qua.
Ma questo è l'andazzo.
I politici che bene o male eleggiamo, non vogliono governare.
Non lo sanno fare.
Non gli interessa.
Vogliono far «politica», come la fa Mastella, stare attaccati ai loro venti telefonini.
E perciò subappaltano i governo a «tecnici».
Dopotutto, anche Prodi l'hanno messo là in quanto ha una perenne, inamovibile fama di «tecnico».
La vaga idea è che i tecnici sono neutri.
Che non essendo votati, possono fare cose impopolari.
E che sono pratici, ossia capaci.
Infatti si vede.
Il tecnico Ciampi ha svenduto l'Italia agli «investitori esteri».
Forse perché con una laurea in lettere, di economia capisce poco: si eseguono solo gli ordini che vengono dalla squadra e dal compasso globale.
E il tecnico Padoa Schioppa, che ne dite?
Di fronte alla predica di Draghi sui salari bassi, ha replicato: «I giovani devono imparare anzitutto a risparmiare».
Ha capito tutto, il Padoa Schioppa.
Un grande tecnico.
Non bisogna consumare di più, anzi bisogna risparmiare.
Specie i giovani, quei bamboccioni, con il lavoretto trimestrale a 900 euro al mese a Milano (altrove, 500 se va bene).
Eppure qualche ragione ce l'ha persino il Padoa.
Per esempio, si potrebbe risparmiare sui politici, deputati, senatori.
A che servono, visto che poi consegnano il governo ai tecnici?
C'è qualcuno di loro che abbia uno straccio di proposta complessiva per un Paese in rovina e in discesa?
C'è un progetto, un programma?
Se lo è chiesto AN.
Bisogna darne atto.
Fini si è chiesto: se cade Prodi e si va al voto (non s'illuda, c'è il costoso Napolitano che veglia), vinciamo.
E andiamo al governo.
Ma a fare che?
Non è una domanda sbagliata.
Ma di sicuro sarà sbagliata la risposta, e basta vedere chi ha messo sotto Fini a studiare nel comitato di pensiero sul programma: Gasparri, Larussa, lo stato maggiore del partito nullista, ex-male assoluto.
AN infatti significa «Ancora Niente».
Uscirà fuori la solita proposta: più sicurezza pubblica, le gente teme gli immigrati e le rapine, più polizia…
Di Pietro già ci sta.
Ma per il declino economico, nell'imminenza delle recessione globale innescata dagli USA sub-prime, che fare?
Spero che a Gasparri venga qualche idea.
Sarebbe una prima volta assoluta.
Inoltre, la questione («Al governo per fare che?») non preoccupa minimamente il Cavaliere, il capintesta.
Lui sta affrontando la politica come affronta il Milan: con la campagna-acquisti.
S'è comprato i tre o quattro crucchi della Volkspartei.
Dini ce l'ha già in tasca.
Con Mastella sta trattando.
Con Di Pietro forse anche.
Nonostante le compere all'ingrosso, Berlusconi, incapace, non riesce ancora a far cadere Prodi, il «tecnico» del durare, che è nelle poltrone che contano dal 1975.
Ma presto ci riuscirà.
Agli acquistati ha promesso (fra l'altro) seggi sicuri, con il sistema elettorale Calderoli, dove i seggi li assegnano i capi-bastone, e il popolo deve votare alla cieca.
E quelli ci stanno volentieri.
Perché altrimenti, quelli, chi li vota?
Sicchè il risultato sarà questo: il governo del Polo sarà come il governo dell'Ulivo, con gli stessi personaggi.
Vale la pena votare?
L'alternativa è o Mastella a sinistra, o Mastella a destra.
Ma se non votate voi, voteranno le casalinghe.
Quelle che stanno appiccicate a Canale 5, che vanno a ballare negli show di Mediaset, agghiacciante figure di una vecchiaia malvissuta.
Sono tante.
Presso di loro, lo smalto del Cavaliere non è ancora scrostato: credono ancora a lui, che le invita a Mediaset.
Forza Italia è il Partito delle Casalinghe Rincoglionite (PCR).
Vincerà.
Il programma, veramente, c'è già.
Lo hanno dettato gli italiani, votando massicciamente - in misura mai vista - per i referendum del 1992.
Hanno votato per il maggioritario, ed hanno avuto il Mattarellum, ossia un proporzionale pensato apposta per far vivere i partitini delle clientele e del ricatto.
Hanno votato per rendere la magistratura responsabile dei suoi errori e delle sue negligenze, che rovinano la vita a migliaia di innocenti.
Hanno votato per la separazione delle carriere.
Hanno la magistratura più politicizzata, ideologica, inadempiente e intrusiva del mondo.
E procuratori che diventano divi e possono, a loro piacimento, cambiare cappello e fare i giudicanti.
Gli italiani hanno votato per ridurre i poteri dei sindacati, facendo mancare loro il prelievo automatico dalle buste-paga.
Hanno il sindacato più intrusivo dell'universo, quello che vuole e ottiene di dire la sua su tutte le decisioni del governo, la famosa «concertazione».
Ecco cosa hanno: la Trimurti continua a prelevare dalle loro tasche, e in cambio ha «lottato» per dare loro i salari più bassi possibili.
Insomma, gli italiani sono stati traditi.
La loro sovranità, la volontà popolare chiaramente espressa nei modi dovuti, è stata spregiata e vilipesa.
E i colpevoli - questi traditori della sovranità, passibili di fucilazione alla schiena - sono ancora tutti lì.
C'è perfino Mattarella.
Perfino Oscar Luigi detto golpe.
Se Berlusconi proclamasse: il mio programma è attuare i referendum, come mi è stato indicato dal popolo italiano - ebbene, nonostante tutto lo rivoterei.
Invece dirà: digitale terrestre, ponte di Messina, Expo, grandi feste e cotillons.
E' per questo, dottor Draghi, che l'Italia non va avanti, non ha speranze, è poco produttiva.
E' questo il motivo profondo: che è stata tradita, e che continuano a comandare gli alti traditori.
Un popolo non può avanzare quando è comandato da chi «non deve» comandare.
Si demoralizza, nel senso letterale: perde moralità, dunque anche l'etica del lavoro, dello studio, dello sforzo.
Senza un traguardo visibile, risparmia energie, si ripiega, consuma meno, non ha voglia di fare.
Perché sta morendo.
Di alto tradimento si può morire, titanico Draghi.
Maurizio Blondet
Applausi.
«Occorre che il reddito torni a crescere in modo stabile: una ripresa della crescita del consumo è fondamentale per il benessere».
Altri applausi.
Bankitalia dispone di un titanico ufficio-studi.
Quanto costa?
Non ho voglia di fare la ricerca, ma diciamo parecchie decine di milioni di euro.
Pagati non dalle banche private proprietarie di Bankitalia, ma da noi contribuenti, come usa.
Certo è che tutti quei milioni sono spesi bene: l'ufficio-studi ha scoperto che i salari sono bassi.
Un po' in ritardo, magari.
Persino il sottoscritto aveva spiegato da diversi anni («Schiavi delle banche») che, con l'apertura globale alla Cina dove i salari sono di 70 euro mensili, si erano messi in comunicazione due vasi retributivi.
E per la legge dei vasi comunicanti, il livello dei Paesi a salari alti andava pareggiandosi con quelli cinesi, mentre s'intende quelli cinesi si alzano per raggiungere il pari livello.
Ci metteranno parecchi decenni, tuttavia: e non è bello stare nel vaso dove i salari scendono per decenni, perché là i prezzi non scendono altrettanto rapidamente.
Miseria, decadenza e degrado sociale sono la conseguenza attesa.
Il modesto sottoscritto non rivendica alcuna primogenitura: ha semplicemente copiato un articolo di William Pfaff - non un economista, ma un giornalista molto bravo e colto - che almeno un anno prima avvertiva come la globalizzazione avesse restituito tutta la sua forza spietata alla «legge ferrea dei salari» di Ricardo.
Bastava smanettare su internet, e magari comprare un libretto: meno di 15 euro.
Ecco quanto si potrebbe risparmiare a chiudere il titanico ufficio-studi.
Draghi ha scoperto che il primo problema dell'Italia, causa dei bassi salari, è la bassa produttività.
Applausi vivissimi.
Siamo un popolo di ignoranti: gente che per istruzione è da terzo mondo non può avere a lungo stipendi da primo mondo.
Per di più, l'Italia è dedita a produzioni di bassa tecnologia, che fanno anche in Cina e Romania.
Anche questo era stato detto prima che ci arrivasse il titanico ufficio-studi.
Il titanico Draghi (2 milioni di euro annui, forse più: è un segreto di Stato) non è stato chiaro sui rimedi.
Fino a pochi giorni fa, per pagare i lavoratori alla fame non c'erano soldi.
Di colpo, i soldi ci sono?
Li stamperà lui?
Impossibile: l'Italia non ha più una moneta, ha adottato una valuta straniera chiamata euro, come l'Argentina adottò il dollaro (ed è finita come si sa).
I salari sono dimezzati dai prelievi fiscali e previdenziali più esosi del pianeta: ridurli?
La Francia già detassa gli straordinari.
Ne diamo informazione al titanico ufficio-studi, magari fra qualche anno consiglierà la stessa misura, piccola e insignificante, ma in ogni caso una misura.
Draghi ha scoperto che i consumi sono fermi: applaudite, o popolo.
Come intende porvi rimedio?
Visco ci dissangua per pagare la casta.
Mastella vuole soldi per le sue clientele.
Il Comune di Milano ci tartassa con le multe, e tutti gli altri usano trucchi da grassatori come i semafori a giallo istantaneo per derubarci.
Per fotterci i soldi, ne pensano una ogni giorno.
Non ci resta molto per i consumi.
E poi, anche se il potere d'acquisto aumentasse, gli italiani comprano e vogliono solo merci estere, da importare e pagare, telefonini, Ipod, auto coreane o BMW.
Ci avrà pensato il Titanico Ufficio-Studi?
Draghi ha messo in relazione i redditi salariali «compressi» con i «profitti finanziari» altissimi in questi ultimi anni.
Applausi.
Lo dica alle banche e ai malfattori suoi padroni.
Le banche hanno fatto profitti demenziali strangolando e distruggendo piccole imprese e artigiani, a cui hanno rifilato derivati-truffa perfino senza autorizzazione Bankitalia (caso Italease) con un ricatto: altrimenti non davano i fidi.
Le banche hanno devastato la povera economia italiana, invece di aiutarla.
Profumo e Geronzi e gli altri boys dovrebbero essere in galera, come i mascalzoni della Enron.
La Gabanelli se n'è accorta, e non pare che sia una economista.
Magari se ne accorgerà un giorno il titanico ufficio-studi strapieno di economisti a 400 mila euro annui?
Soprattutto: intimerà alle banche di restituire il malloppo, onde pagare i salari giusti ai lavoratori?
No, naturalmente.
La predica di Draghi finirà come tutte le altre: in nulla di fatto.
I salari ridicoli sono, e ridicoli resteranno.
Non è per il bene dei lavoratori che Draghi ha parlato.
Gli si attribuiscono due scopi.
Uno è l'appoggio alla strategia della Confindustria, già rivelata dall'autonomo aumento concesso da Fiat ai suoi operai: 30 euro, applausi.
Tutti i media confindustriali stanno ripetendo: ecco, è così che si fa.
I sindacati si limitino ad una contrattazione nazionale «moderata», chiedendo poniamo 50 euro anziché 100: il resto lo daranno i capitalisti, azienda per azienda, se i loro profitti lo consentiranno.
Ciò che si chiamava «gabbie salariali», o «aumenti di produttività».
Bestie nere della Trimurti sindacale, che vuole da sempre paghe sovietiche, uguali per tutti.
Ora i poteri forti hanno deciso di ridimensionare il potere del sindacato più intrusivo, trufolone e ideologico dell'universo.
E non hanno torto.
A che servono i sindacati italiani?
Ad avere le paghe più basse d'Europa.
Perché non si può chiedere troppo quando c'è la sedicente «sinistra» al Governo da aiutare, perché bisogna difendere Alitalia, o essere buoni con Tronchetti Provera o Della Valle, che sono «di sinistra».
O quando al governo c'è la sedicente destra, bisogna affossarla con scioperi a catena distruttivi, portare i piazza un milione di pensionati CGIL con cestino da viaggio e treno pagato.
Questo fanno i sindacati.
Per quanto?
Duemila miliardi di vecchie lire annue, tante ne estraggono dalle buste-paga dei lavoratori meno pagati d'Europa.
Ecco un'altra bella fonte di risparmio.
Un'altra burocrazia inadempiente la cui inutilità salta all'occhio: tanto vale, per i lavoratori, farsi rappresentare direttamente da Confindustria.
L'altra strategia di Draghi gliela attribuisce Oscar Giannino: con il suo discorso sui salari (dunque «di sinistra») il governatore Goldman Sachs s'è candidato a guidare il governo di tecnici cui sta pensando Napolitano (ecco lì altri risparmi possibili).
Pur di non andare ad elezioni che farebbero vincere (ohimè) il Silvio, Napolitano pensa a «un bis del governo Ciampi» del '93-94.
E starebbe valutando attentamente a quale «tecnico» affidare il governo-golpe.
Uno dei più quotati è Giuliano Amato.
Il che dice tutto: come mai Amato può militare e far politica, e non perde mai l'etichetta di «tecnico»?
Tecnico de che?
Della squadra e del compasso?
Della nota lobby del Katz?
Insomma, Draghi si sarebbe posizionato «a sinistra» o al centro-sinistra per farsi notare da Napolitano: se ti serve un tecnico, eccomi qua.
Ma questo è l'andazzo.
I politici che bene o male eleggiamo, non vogliono governare.
Non lo sanno fare.
Non gli interessa.
Vogliono far «politica», come la fa Mastella, stare attaccati ai loro venti telefonini.
E perciò subappaltano i governo a «tecnici».
Dopotutto, anche Prodi l'hanno messo là in quanto ha una perenne, inamovibile fama di «tecnico».
La vaga idea è che i tecnici sono neutri.
Che non essendo votati, possono fare cose impopolari.
E che sono pratici, ossia capaci.
Infatti si vede.
Il tecnico Ciampi ha svenduto l'Italia agli «investitori esteri».
Forse perché con una laurea in lettere, di economia capisce poco: si eseguono solo gli ordini che vengono dalla squadra e dal compasso globale.
E il tecnico Padoa Schioppa, che ne dite?
Di fronte alla predica di Draghi sui salari bassi, ha replicato: «I giovani devono imparare anzitutto a risparmiare».
Ha capito tutto, il Padoa Schioppa.
Un grande tecnico.
Non bisogna consumare di più, anzi bisogna risparmiare.
Specie i giovani, quei bamboccioni, con il lavoretto trimestrale a 900 euro al mese a Milano (altrove, 500 se va bene).
Eppure qualche ragione ce l'ha persino il Padoa.
Per esempio, si potrebbe risparmiare sui politici, deputati, senatori.
A che servono, visto che poi consegnano il governo ai tecnici?
C'è qualcuno di loro che abbia uno straccio di proposta complessiva per un Paese in rovina e in discesa?
C'è un progetto, un programma?
Se lo è chiesto AN.
Bisogna darne atto.
Fini si è chiesto: se cade Prodi e si va al voto (non s'illuda, c'è il costoso Napolitano che veglia), vinciamo.
E andiamo al governo.
Ma a fare che?
Non è una domanda sbagliata.
Ma di sicuro sarà sbagliata la risposta, e basta vedere chi ha messo sotto Fini a studiare nel comitato di pensiero sul programma: Gasparri, Larussa, lo stato maggiore del partito nullista, ex-male assoluto.
AN infatti significa «Ancora Niente».
Uscirà fuori la solita proposta: più sicurezza pubblica, le gente teme gli immigrati e le rapine, più polizia…
Di Pietro già ci sta.
Ma per il declino economico, nell'imminenza delle recessione globale innescata dagli USA sub-prime, che fare?
Spero che a Gasparri venga qualche idea.
Sarebbe una prima volta assoluta.
Inoltre, la questione («Al governo per fare che?») non preoccupa minimamente il Cavaliere, il capintesta.
Lui sta affrontando la politica come affronta il Milan: con la campagna-acquisti.
S'è comprato i tre o quattro crucchi della Volkspartei.
Dini ce l'ha già in tasca.
Con Mastella sta trattando.
Con Di Pietro forse anche.
Nonostante le compere all'ingrosso, Berlusconi, incapace, non riesce ancora a far cadere Prodi, il «tecnico» del durare, che è nelle poltrone che contano dal 1975.
Ma presto ci riuscirà.
Agli acquistati ha promesso (fra l'altro) seggi sicuri, con il sistema elettorale Calderoli, dove i seggi li assegnano i capi-bastone, e il popolo deve votare alla cieca.
E quelli ci stanno volentieri.
Perché altrimenti, quelli, chi li vota?
Sicchè il risultato sarà questo: il governo del Polo sarà come il governo dell'Ulivo, con gli stessi personaggi.
Vale la pena votare?
L'alternativa è o Mastella a sinistra, o Mastella a destra.
Ma se non votate voi, voteranno le casalinghe.
Quelle che stanno appiccicate a Canale 5, che vanno a ballare negli show di Mediaset, agghiacciante figure di una vecchiaia malvissuta.
Sono tante.
Presso di loro, lo smalto del Cavaliere non è ancora scrostato: credono ancora a lui, che le invita a Mediaset.
Forza Italia è il Partito delle Casalinghe Rincoglionite (PCR).
Vincerà.
Il programma, veramente, c'è già.
Lo hanno dettato gli italiani, votando massicciamente - in misura mai vista - per i referendum del 1992.
Hanno votato per il maggioritario, ed hanno avuto il Mattarellum, ossia un proporzionale pensato apposta per far vivere i partitini delle clientele e del ricatto.
Hanno votato per rendere la magistratura responsabile dei suoi errori e delle sue negligenze, che rovinano la vita a migliaia di innocenti.
Hanno votato per la separazione delle carriere.
Hanno la magistratura più politicizzata, ideologica, inadempiente e intrusiva del mondo.
E procuratori che diventano divi e possono, a loro piacimento, cambiare cappello e fare i giudicanti.
Gli italiani hanno votato per ridurre i poteri dei sindacati, facendo mancare loro il prelievo automatico dalle buste-paga.
Hanno il sindacato più intrusivo dell'universo, quello che vuole e ottiene di dire la sua su tutte le decisioni del governo, la famosa «concertazione».
Ecco cosa hanno: la Trimurti continua a prelevare dalle loro tasche, e in cambio ha «lottato» per dare loro i salari più bassi possibili.
Insomma, gli italiani sono stati traditi.
La loro sovranità, la volontà popolare chiaramente espressa nei modi dovuti, è stata spregiata e vilipesa.
E i colpevoli - questi traditori della sovranità, passibili di fucilazione alla schiena - sono ancora tutti lì.
C'è perfino Mattarella.
Perfino Oscar Luigi detto golpe.
Se Berlusconi proclamasse: il mio programma è attuare i referendum, come mi è stato indicato dal popolo italiano - ebbene, nonostante tutto lo rivoterei.
Invece dirà: digitale terrestre, ponte di Messina, Expo, grandi feste e cotillons.
E' per questo, dottor Draghi, che l'Italia non va avanti, non ha speranze, è poco produttiva.
E' questo il motivo profondo: che è stata tradita, e che continuano a comandare gli alti traditori.
Un popolo non può avanzare quando è comandato da chi «non deve» comandare.
Si demoralizza, nel senso letterale: perde moralità, dunque anche l'etica del lavoro, dello studio, dello sforzo.
Senza un traguardo visibile, risparmia energie, si ripiega, consuma meno, non ha voglia di fare.
Perché sta morendo.
Di alto tradimento si può morire, titanico Draghi.
Maurizio Blondet
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